Paolo Talanca

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Immagini e poesia nei cantautori contemporanei
Claudio Baglioni / Francesco De Gregori / Roberto Vecchioni / Giorgio Gaber / Francesco Guccini
(Il libro sarà in vendita nelle serate della manifestazione)

PREMESSA

Prima di entrare nel merito nell’analisi dei testi, mi sento in dovere di rivolgermi al lettore con un preambolo che mette molte cose in chiaro, parlando di canzoni di cantautori contemporanei.
Esaminando i testi mi è capitato di soffermarmi in particolari condizioni metriche che mi è piaciuto approfondire in modo particolare. Ci terrei a dire che questo tipo di analisi, per il tipo di poesia contenuta nelle canzoni contemporanee (ma grazie a Dio non solo), è produttiva solo se funzionale alle intenzioni concettuali dell’autore. Voglio dire che mi è sembrato infruttuoso addentrarmi in strette particolarità metriche dei vari testi, convinto del fatto che la metrica deve far parte, certamente, del bagaglio culturale di ogni persona che ha a che fare con dei versi o con la parola poetica, ma che diventa mero formalismo analizzare semplicemente lo schema prosodico, se questo non è uno strumento usato dall’autore (alla stregua di una metafora ben riuscita) per esporre un concetto o comunicare una sensazione, anche analogica.
Mi scuso, così, con chiunque la pensi diversamente da me ed altresì con chi, analizzando i testi presenti in questo volume, individui schemi metrici differenti da quelli da me riscontrati, anche per la denominazione di ogni componimento letterario che, spesso, può solo avvicinarsi alle originali canzoni, ballate e così via.

Realizzando questo mio lavoro, un pensiero mi girava in continuazione per la testa: richiamare all’attenzione le immagini poetiche dei più grandi cantautori italiani, amalgamandole con quelle della tradizione poetica a noi più vicina, quella novecentesca.
Per quanto riguarda l’universo baglioniano, non ho mai avuto dubbi sulla grandissima abilità del cantautore romano nel creare poesia quasi dal nulla. E’ ovvio che ogni cantautore ha delle caratteristiche che lo evidenziano, che lo fanno muovere seguendo le strade variopinte della poesia. Mi piace pensare alla poesia di Baglioni come “illuminazione sensibilmente inconscia”, seguendo la geniale strada dell’analogia, del quale credo che Baglioni sia l’esempio più alto nell’universo cantautoriale italiano.
Potrete trovare la mia opera completa all’indirizzo http://www.imieicolori.it/generivari.htm
Ci terrei vivamente a dire però una cosa: il mondo della critica ci porta in uno spazio dove la verità non è mai una sola, in uno spazio dove ci sono, quindi, tante non-verità che si sommano e che aiutano a costruire quello di cui la poesia si compone: cercare di dare un senso alla vita anche attraverso non-sensi. Mi piacerebbe smuovere opinioni critiche di chiunque legga il mio lavoro, altre interpretazioni e diversi punti di vista.
Un saluto.

Paolo Talancaultima modifica: 2007-07-15T12:20:00+02:00da tony_turco
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